Il mondo interiore è un giardino fiorito tutto l'anno, perchè non viverci il più spesso possibile?

Ci lamentiamo, soffriamo, lottiamo e raramente ci permettiamo di entrare in questo giardino fiorito, che è la meditazione.

 

La meditazione ci porta sulla cima della collina, nel nostro giardino fiorito, da cui poter osservare cosa accade laggiù nella valle della nostra periferia.

Dalla cima della collina possiamo volgere lo sguardo verso il cielo,  oltre le nuvole, consapevoli di essere quel cielo.

 

Meditazioni Attive

le coreografie dell'anima create da Deepti

Le Meditazioni Attive che ho creato sono una sorta di espediente, qualcosa che precede lo stadio della meditazione e ti accompagna,  attraverso il corpo, a sciogliere le tensioni presenti in ogni fibra del nostro corpomente e far defluire, dal nostro processo mentale, tutta quell'energia in sovrappiù che crea solo caos e ci impedisce di meditare.

 

La tecnica attiva usa il corpo come strumento di espressione e il corpo, come affermava Reich, è il serbatoio dell’inconscio e conserva la storia energetica ed emotiva di ognuno,  e nel tentativo di difendersi da un trauma prolungato il corpo crea un ‘blocco’ o ‘corazza’ con la cronicizzazione della contrazione di alcuni muscoli e questa contrazione abbassa il ‘volume’ delle emozioni, delle sensazioni, dei sentimenti, delle percezioni; impedisce al dolore di manifestarsi e al contempo non permette alla forza vitale di scorrere naturalmente, diminuendo l’afflusso di energia ai corpi sottili.

 

Ogni muscolo reca in sé qualcosa da svelare, in ogni contrattura c’è la memoria del passato, ogni fibra del corpo ricorda, ogni ricordo del corpo echeggia nella mente e ogni pensiero risuona nel corpo.

 

Ogni meditazione che ho ideato, tocca un tema diverso e gli ‘esercizi’ che precedono il momento vero e proprio di meditazione, 

servono per far sperimentare, consapevolmente attraverso il corpo, schemi di comportamento,  dinamiche ed emozioni.

Scaldano ogni fibra del corpo, liberano energia, e attraverso il movimento, il gesto, la danza ogni parte si rilascia.

Attraverso la manifestazione e l’espressione si libera energia sopita e compressa;  portando ‘respiro’ alla struttura rigida del corpo.

 

 

Nelle mie meditazioni Attive il corpo e il quarto chakra con la sua capacità di creare spazio interiore e profonda accettazione, sono protagonisti.

Ho utilizzato musiche d’orchestra scelte con grande cura, dense di ritmo e aspetti armonici coinvolgenti tali da ispirare e stimolare il sentire ed entrare in contatto con pensieri, emozioni e sensazioni che si agitano in noi, espandendoli invece che  reprimerli, contrarli o lottarci contro.

 

Il movimento energetico della danza è espansione, e in questo manifestarsi ogni meditazione diviene una coreografia dell’anima,  un piccolo ‘spettacolo’ dove ognuno è protagonista e mette in scena la manifestazione di sé, attraverso un corpo danzante.

 

Le Meditazioni Attive che ho creato, sono un insieme di parte tecnica che crea le condizioni perché in un ultimo stadio la meditazione possa accadere.

 

Più il corpo, attraverso il movimento, fa scaturire energia, più l’onda aumenta il suo volume e quando tocca il suo apice … nell’improvvisa immobilità … la meditazione accade.

 

tratto da un articolo di Gabriella Grasso

PUBBLICATO SUL MENSILE ELLE

 

 

 

Le tecniche di meditazione attiva che proponi partono dal movimento: perché? 

 

«Perché noi siamo corpo-mente: quello che accade nella mente viaggia, anche se non ce ne rendiamo conto, nel corpo. Così come, al contrario, ogni dolore del corpo si insidia nella mente. La ricerca inarrestabile di controllo e sicurezza di cui parlavo prima si traduce in una tensione fisica costante. Ogni emozione che - consapevolmente o meno - rifiutiamo e reprimiamo (come la paura, per esempio) è energia che resta “intrappolata” nel corpo, creando dei blocchi che sono come pezzi di ghiaccio», chiarisce Deepti. «Attraverso il movimento abbiamo la possibilità di sbloccarla. Sentire le emozioni, renderle evidenti ed espanderle attraverso la danza, significa portare calore a quel ghiaccio in modo che si sciolga e l’energia ricominci a fluire. Così, quando poi ci si siede immobili in meditazione, l’onda energetica che si è creata grazie alla danza si rivolge all’interno e possiamo arrivare in quel centro di pace, silenzio, quiete e grazia che c’è in ciascuno di noi». 

 

Sono quasi le 19.30, è ora di sperimentare. 

Faccio spazio nella stanza, Parte la musica.

Da sdraiati ci viene chiesto di contrarre il corpo, partendo dai piedi fino alla testa, per poi rilasciare tutti i muscoli, continuando a respirare profondamente. Ogni fibra del corpo si rilassa. Ci alziamo in piedi e Deepti ci invita a immaginare un vento caldo che ci accarezza e a danzare per qualche minuto con questa sensazione. Ci metto qualche secondo, ma poi mi sembra quasi di sentirlo davvero: ed è una brezza marina. Arriva uno “stop”: qui l’indicazione è di fermarsi immobili nella posa in cui ci troviamo, per consentire all’energia che si è espressa di tornare “dentro”. Pochi minuti e, quando ricominciamo a danzare, l’indicazione è di farci attraversare dal suono: assecondare il corpo mentre insegue le note, senza badare a eseguire alcuna “coreografia”. Un altro stop. Ora ci viene chiesto di immaginare di essere immersi nelle lettere dell’alfabeto, di danzare in mezzo a loro, senza attribuire significati alle parole che, magari, compaiono. Per me che lavoro con la scrittura è sorprendente (e divertente) osservare le parole si compongono davanti a me, senza domandarmi che cosa mi vogliono dire. Ancora uno stop. L’energia continua a vibrare nei miei muscoli, anche se sono immobile come una statua. Dopo esserci fatti attraversare dal vento caldo, dal suono, dalle parole, ora Deepti ci invita a danzare superando i confini del corpo e della mente, fino a sentire di essere noi stessi senza limiti. La sensazione che provo è di una grande libertà, tanto più preziosa in questi giorni di clausura forzata.

 

Alla fine ci sediamo per terra, in silenzio, a occhi chiusi, in una posizione comoda. Il corpo è appagato. Il respiro si fa sempre più regolare, man mano che passano i minuti lo sento sempre più profondo, si espande dalla pancia fino alla gola. La mente si acquieta, i pensieri si fanno evanescenti, come nuvole. Di tanto in tanto ne arriva uno: cosa preparo per cena, come staranno i miei genitori lontani, devo ricordarmi di comprare l’Amuchina… a volte li seguo per qualche secondo, altre riesco a lasciarli andare subito, come se davvero fossero nuvolette che osservo di sfuggita mentre passano in cielo. Poco a poco il cielo si fa sempre più libero, la sensazione di spazio interiore si amplifica. Dopo 15 minuti di questa quiete il suono di un gong indica la fine della meditazione. Non vorrei aprire gli occhi, ma quando lo faccio mi guardo intorno e sorrido: lo spazio in questa casa sarà pure ristretto, ma dentro di me ce n’è tantissimo. 

 

 

tratto da una intervista, pubblicata su Osho Time
 
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Deepti: Tutto è iniziato dal corso di meditazione che ho tenuto in questi ultimi 4 anni, dove tutti i mercoledì ho proposto una delle 112 tecniche del Vigyan Bhairav Tantra commentate da Osho sul Libro dei segreti. Per renderle possibili alle persone che, dopo una giornata di lavoro e di tensione cittadina, volevano meditare, creavo per ogni meditazione una prima parte di laboratorio con il corpo, il movimento e la danza, inerente al tema del sutra della serata.
Così, dopo 4 anni, mi sono ritrovata molto materiale già ideato e ho deciso di dargli una struttura più precisa, mettendo insieme anche tutti gli altri ingredienti.
Così sono nate le nuove meditazioni attive, alcune ispirate dai sutra del Vigyan Bhairav Tantra e altre naturalmente da Osho…

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Snoopy:  Ma sono tutti ballerini i tuoi meditatori? 

Deepti: Assolutamente no. Sono meditatori che amano muovere il corpo o che percepiscono di avere la necessità di passare attraverso il movimento, prima di poter meditare.
E comunque non si tratta di “dirigere” dei ballerini a eseguire un copione tracciato, ma di condurre ciascuno a trovare il danzatore che è già, stimolandolo ad ampliare le capacità percettive e sensoriali, amplificando la presenza al proprio movimento per danzare in modo nuovo, facendogli conoscere le infinite possibilità di movimento del corpo, l’importanza del gesto, del ritmo, degli spazi e delle direzioni. Si tratta di dare degli strumenti per uscire dai cliché del movimento conosciuto, che la mente solitamente impone, per poi lasciare che ciascuno interpreti danzando il proprio racconto, la propria storia, con consapevolezza sempre maggiore.

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Deepti: Per essere più chiari provo a spiegarvi in cosa consistono.
la struttura è composta da esercizi che aiutano ad avvicinarsi al tema della meditazione. Ad esempio: al prossimo OshoFestival a Bellaria, porterò un paio di meditazioni e una di queste ha come tema questo sutra: “Senti te stessa come se ti espandessi in tutte le direzioni, lontano, vicino”.
In questo caso, il lavoro che precede la meditazione coinvolge il corpo con alcuni esercizi che portano a sentire ed esprimere il senso di limitatezza e di ostacolo che ci impedisce di lasciarci espandere e per poi accompagnarci  verso la sensazione fisica di espansione fino a sperimentare un’espansione che va oltre il corpo.
In poche parole “uso” il corpo per esprimere la periferia e poi assaporare il centro.

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qui gli articoli completi:

 

Stay OMM
articolo di Gabriella Grasso sulla rivesta ELLE
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Danza e meditazione_Osho Times feb 2020.[...]
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